
Archeologia Subacquea
Dopo l'istante magico in cui i miei occhi si sono aperti nel mare,
non mi è stato più possibile vedere, pensare, vivere come prima.
Jacques-Yves Cousteau
Considerazioni sull'archeologia delle acque
In italia non si può parlare di archeologia subacquea senza fare due riferimenti fondamentali:
ad un personaggio e ad un avvenimento.
Il personaggio è il prof. Nino Lamboglia che nel lontano 1959 comprese l'importanza delle ricerche sottomarine condotte con il rigore della tecnica archeologica di terra.
L'avvenimento è l'invenzione dell'autorespiratore ad aria ad opera di J. Y. Cousteau ed E. Gagnan, avvenuta dopo le temerarie imprese dei nostri incursori sommozzatori nella seconda guerra mondiale.
Malgrado il tutt'altro che trascurabile contributo che
hanno dato i ritrovamenti subacquei alla conoscenza della storia dell'arte antica (basti pensare agli originali greci di bronzo quali Zeus dell'Artemision e le statue di Riace) e della cultura materiale di età preistorica (soprattutto nei laghi), e malgrado le ricerche sistematiche condotte soprattutto nel mediterraneo negli ultimi quarant'anni, l'archeologia subacquea è ancora considerata come un ramo collaterale della ricerca archeologica.
L'Italia possiede alcune tra le più importanti aree sommerse, tra cui l'antico litorale della zona flegrea con il porto commerciale di Puteoli, le ville marittime del territorio cumano, come il
palatium di Baia, e la base della Classis Praetoria Misenensis. Vanno inoltre ricordate le fascie costiere dei laghi con villaggi su palafitte come quelli del Bronzo finale e della prima età del ferro intorno al lago di Bolsena, per non parlare dell'alveo dei fiumi che possono dare delle vere e proprie sorprese.

12 Agosto 1959: lago di Bolsena - specchio d'acqua antistante la Punta del Grancarro, Infernaccio e S. Antonio...
Gabriella: "..............un COCCIO!!! ......"
Benito: "..................una pignatta per i fagioli ..."
Alessandro: "............no ..... è roba antica ........."
TUTTO cominciò così: una delle più grandi scoperte nei fondali del lago di Bolsena, i resti inviolati di un insediamento Villanoviano.
Lo scopritore A. Fioravanti lo chiamò "Gran Carro".
E' grazie ad Alessandro ed al suo entusiasmo, che è riuscito a trasmettere ad alcuni di noi, che si deve la nascita della nostra Associazione. Nostro grande maestro dal 1989 non ha fatto che accrescere e stimolare in noi la curiosità in un campo spesso difficile e duro, ma da cui ricavare molte soddisfazioni: l'ARCHEOLOGIA SUBACQUEA.
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