ARCHIVIO FIORAVANTI
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Armi medievali dal lago Armi medievali dal lago Il relitto di Punta Zingara Il relitto di Punta Zingara

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Il Gran CarroLe piroghe del lago di BolsenaArcheologia subacquea

Centro Ricerche Associazione Scuola Sub del Lago di Bolsena LA STORIA IN FONDO AL LAGO

ARMI MEDIEVALI DAL LAGO DI BOLSENA

Archeologia subacquea

 

Le isole galleggianti

Plinio il Vecchio (I sec. d.C.) nella sua Naturalis Historia (III, 5), nel descrivere il lago, erroneamente chiamato “lacus Tarquiniensis”, ricorda <<due piccole isole boscose>> in movimento <<sospinte dai venti, mostrando una forma ora triangolare e ora rotonda, mai quadrata>> (in Tarquiniensi lacu magno italie duae (insulae) nemora circumferunt, nunc triquetram figuram edentes nunc rotundam complexu ventis impellentibus, quadratam numquam) . Il fenomeno viene probabilmente notato anche nei secoli successivi, producendo alcune leggende nelle quali si descrivono manifestazioni di vulcanismo primario e secondario viste come effetti dell’azione dei “giganti”  (le così dette pietre lanciate).Archeologia subacquea
Recenti indagini subacquee e rilevamenti batimetrici dimostrano come le parole di Plinio trovino una valida spiegazione: era l’11 maggio del 1977 quando Alessandro Fioravanti in volo su un elicottero del C.A.L.E.  nei pressi dell’isola Martana, vide una “strada” che viene leggermente curva da “Cornossa”. Nel 1994, per mezzo di un ecografo e PC, fu rilevata in dettaglio la batimetria dei fondali tra l’Isola Martana e la terra ferma, constatando che, quando il livello del lago era più basso di 8-10 m, la riva di “Cornossa” si spostava verso Nord per circa 1300 m, mentre la riva dell’isola si estendeva verso la terraferma per circa 300 m.
Al verificarsi di queste condizioni, l’isola Martana si trasforma in una penisola, l’isola Bisentina cambia forma da triangolare diventa rotonda e sotto il promontorio di Capodimonte compare un’altra piccola isola ora sommersa, “la Spereta”.


Archeologia subacquea

 

L'organizzazione dell'immersione

Nel 2004 il Centro Ricerche dell’Associazione Scuola Sub del Lago di Bolsena porta nuovamente la sua attenzione sull’isola Martana, concentrando le sue forze in quella che per anni è stato uno dei suoi obiettivi fondamentali, la ricerca della così detta “strada di Amalasunta”, coinvolgendo in questa operazione la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Etruria Meridionale.

Consapevoli delle difficoltà che avremmo incontrato, ci siamo subito resi conto che il lavoro necessitava di un’organizzazione particolare per poter battere a tappeto una vastissima zona in maniera sistematica.
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    Sappiamo bene che cio' che facciamo
    non e' altro che una goccia
    nell'oceano ...
    Ma se questa goccia non ci fosse
    all'oceano mancherebbe ...


  • La difficoltà attira l'uomo di carattere, perché affrontandola si realizza.