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Il Gran CarroLe piroghe del lago di BolsenaArcheologia subacquea

Centro Ricerche Associazione Scuola Sub del Lago di Bolsena LA STORIA IN FONDO AL LAGO

ARMI MEDIEVALI DAL LAGO DI BOLSENA

Archeologia subacquea

 

L'organizzazione dell'immersione

Le problematiche relative alla sedimentazione, al consistente spessore di alghe, nonché alla scarsa visibilità ed al freddo, ci hanno portato alla stesura di un piano d’intervento mirato alla risoluzione di tali problemi. Il metodo di prospezione che si è deciso di adoperare è quello del Ascia medievaletracciato. Si è così divisa la zona di ricerca in settori costituiti da  quadrati di 10 x 10 metri, indagati in successione. Il quadrato, oggetto di indagine, è stato delimitato da 4 boe ben ancorate e unite  sul fondo da una cima ben tesa, quindi è stato esplorato per mezzo di un “traversino”: la cima scorrevole che unisce  2 lati del quadrato. I sub spostandosi sul fondo lungo il traversino, raggiungevano il lato opposto del quadrato, a questo punto spostavano il traversino di alcuni metri in avanti e esploravano il fondale lungo il suo percorso. Con questo sistema si è indagata in maniera approfondita un’area di  2400 m2.
sistema delle ruoteNonostante la profondità, non superiore ai 10 m, ci consentisse tempi di permanenza molto lunghi, abbiamo deciso di non oltrepassare i 60 minuti come tempo di fondo.
Le operazioni si sono protratte per giorni e a volte in condizioni esasperate, a causa della scarsa visibilità che la corrente provocata dal vento di scirocco, limitava a 1 o 2 metri. Indagato un settore se ne apriva uno adiacente e così via.
E’ durante questi lavori che abbiamo avuto conferma dell’intensa attività di pesca che veniva praticata in questo tratto di lago nel periodo medievale. Infatti, oltre una notevole quantità di pesi da reti ricavati da coppi opportunamente sagomati e forati, ad una profondità di circa 10 m e in più punti, sono stati trovati dei pali infissi nel fondale a formare un cerchio. palo infisso nel fondaleAl suo interno e nelle immediate vicinanze, sotto uno spessore di circa 15 - 20 cm di limo finissimo, erano presenti pietrame e ramaglie.
Si trattava di un antico sistema da pesca utilizzato sul lago di Bolsena dall’800 al 1600, simile a quello dei legnai o delle perteghe in uso fino a pochi decenni or sono nei laghi Maggiore, di Como e della Brianza. Come funzionava? In fondali di 8 -10 m, venivano infissi dei pali a formare un cerchio; nel caso di fondali rocciosi o ghiaiosi i pali, detti “perteghe” venivano tenuti in posto assicurandone la base al foro centrale di una piccola macina di pietra che faceva da zavorra. All’interno del cerchio così ottenuto venivano gettate delle “fascine” di ramaglie a cui erano state in precedenza legate delle pietre per tenerle sul fondo. La struttura così impiantata veniva poi circondata da reti ed il pesce che vi aveva trovato rifugio veniva scacciato e catturato.

 


 

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