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IL RELITTO DI PUNTA ZINGARA

 

FOTOMOSAICO E FOTOGRAMMETRIA

Archeologia subacqueaL’indispensabile complemento della documentazione grafica si ottiene attraverso la ripresa di immagini fotografiche e video. La documentazione fotografica e video può essere analogica e digitale. Difficilmente in immersione abbiamo una visione completa di tutta l’area interessata, questa si ottiene soltanto per mezzo di una particolare strumentazione “la foto rotaia” che consente sia di realizzare un fotomosaico sia la fotografia stereoscopica di immagini opportunamente assemblate. La fotorotaia è costituita da un telaio metallico su cui far scorrere una macchina fotografica per effettuare degli scatti in sequenza e a distanze determinate. I fotogrammi devono essere realizzati in modo che la distanza tra l’obiettivo e il sito da documentare sia costante e che la fotocamera sia perpendicolare al fondale.

Affinché una serie continua di fotogrammi possa essere utilizzata per ottenere un rilevamento completo è necessario che questa possieda determinati requisiti. La ripresa fotografica deve essere realizzata in modo che ogni punto della zona da rilevare sia compreso in almeno due fotogrammi adiacenti e che possa essere osservato con uno stereoscopio, lo strumento ottico che permette di ottenere un’immagine tridimensionale attraverso lenti separate e con gli assi leggermente convergenti. Questa condizione si realizza coprendo tutta la zona con una serie di strisciate fotografiche tra loro parallele. Per avere una buona resa stereoscopica, i fotogrammi della stessa strisciata devono risultare sovrapposti di circa il 60%, mentre la sovrapposizione laterale tra due strisciate può essere soltanto del 30%.

Una documentazione fotografica così ottenuta può essere utilizzata in apparecchi fotorestitutori o più semplicemente per mezzo della barra parallattica, supporto per le variazioni del parallasse, effetto ottico che consiste nello spostamento apparente di un oggetto quando viene osservato da due posizioni diverse, che permetta di misurare le quote degli oggetti per la determinazione dell’altezza dei punti richiesti. Per la realizzazione dell’immagine completa del relitto di Punta Zingara è stata utilizzata una macchina fotografica analogica Nikon F90 con obiettivo Nikkor fish-eye 20 mm f.2.8 e pellicola diapositiva Velvia 50 ASA montati in custodia subacquea Acquatica. La distanza di scatto dal fondo è stata di 150 cm: un punto di ripresa così vicino “all’oggetto”ci ha permesso di avere immagini molto nitide e ben definite, il tempo di scatto utilizzato è stato di 1/15 di sec. f. 5.6, non è stato utilizzato il flash durante gli scatti per avere un illuminazione più omogenea priva di ombre e per eliminare il cosiddetto “effetto nebbia” dovuto alla sospensione.

Da tener presente che, sempre per il problema della visibilità, si è aspettato con pazienza il momento migliore per eseguire gli scatti, mentre tutti gli altri lavori infatti sono stati sospesi nel momento in cui si è trovata la giornata ritenuta ideale. Per ricoprire tutta l’area del relitto si sono resi necessari 96 scatti. Le immagini così ottenute sono state poi digitalizzate e acquisite ad altissima risoluzione per mezzo di uno scanner professionale. Una volta convertite le immagini in digitale, le varie strisciate sono state elaborate su Personal Computer per mezzo di particolari software, il montaggio dei vari scatti ci ha permesso finalmente di avere una visione d’insieme di tutta l’area indagata. La foto così ottenuta si è rivelata indispensabile nello svolgimento delle successive operazioni di rilievo e recupero, permettendoci già a monte di individuare le zone su cui saremmo poi intervenuti. Download montaggio in pdf

 

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