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Armi medievali dal lago Armi medievali dal lago Il relitto di Punta Zingara Il relitto di Punta Zingara

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Il Gran CarroLe piroghe del lago di BolsenaArcheologia subacquea

Centro Ricerche Associazione Scuola Sub del Lago di Bolsena TRACCE DAL PASSATO

IL RELITTO DI PUNTA ZINGARA

 

IL PERCORSO ARCHEOLOGICO NATURALISTICO SUBACQUEO

 

Archeologia subacquea

Il patrimonio culturale è un insieme organico di opere, monumenti, musei, case, paesaggi, città, costumi e tradizioni strettamente legato al territorio che lo ha prodotto. Questo patrimonio, nel suo complesso, costituisce un elemento portante della società civile e rappresenta la ricchezza di un paese, una città, una nazione e di tutti i soggetti a cui il patrimonio fa capo (ente privato, ente pubblico, museo, ecc.), sia sul piano culturale sia su quello economico. Da queste premesse nasce la volontà della nostra Associazione di tutelare e rendere fruibile il patrimonio del territorio anche quando questo, per sua natura, si trovi in un ambiente diverso da quello comunemente inteso, trattandosi di beni localizzati in ambiente subacqueo.

Questo primo “Percorso Archeologico Naturalistico Subacqueo delle Acque Interne”, frutto di una parte delle ricerche svolte dal Centro Ricerche della Scuola Sub del Lago di Bolsena, vuole essere soltanto il punto di partenza per un più ampio e più complesso progetto di “Parco Archeologico Naturalistico Subacqueo” volto alla valorizzazione, alla conoscenza e al rispetto della natura e dell’ambiente. Le continue prospezioni, svolte a partire dal 2006 e soprattutto del 2008, hanno messo in evidenza come quel tratto di costa, al largo dell’isola Bisentina, fosse assiduamente frequentato già nell’antichità, tanto da indurci a supporre l’esistenza di un punto d’attracco a ridosso dei venti che spirano da Sud.

La presenza di numerosissime ancore litiche, di reperti ceramici, di grandi frammenti di dolia presenti nel fondale, nonché di artificiali sbarramenti rinvenuti sul campo e successivamente riscontrati sulle fotografie aeree, sono tutti elementi che concorrono ad avvalorare la nostra tesi che vuole, nell’ampia baia tra Punta Calcino e Punta Zingara, l’esistenza di un porticciolo. In realtà, nel corso dei nostri studi, di questi attracchi ne abbiamo individuati diversi dislocati in più punti su tutto il perimetro dell’isola, ma questo è il più grande ed anche il più frequentato.

Non dimentichiamoci che nei pressi di questo punto nel 1990 venne individuata la prima piroga monòssile ora esposta presso il Museo della Navigazione nelle Acque Interne di Capodimonte. La ricca presenza di reperti, la particolare scenografia del fondale, la vicinanza ad altri punti molto interessanti che ne facilitano un futuro ampliamento, hanno indotto il Centro Ricerche della S.S.B. a scegliere questo luogo come il punto di partenza per la realizzazione del 1° Percorso Archeologico Naturalistico Subacqueo.

DESCRIZIONE DEL PERCORSO

A circa 250 m dalla costa dell’Isola Bisentina, al largo di Punta Zingara, è situata una boa arancione che indica l’inizio/fine sulla superficie dell’itinerario subacqueo dove sarà possibile visitare, in sei diversi punti di sosta, reperti archeologici dislocati sul fondale lacustre nell’originario luogo di rinvenimento. Scendendo dalla boa e seguendo la cima bianca si giunge all’ormeggio posto sul fondale roccioso a circa 11 m che segna l’inizio del percorso di visita subacqueo. Qui si trova un grande pannello con il disegno dell’intero percorso di visita corredato da legenda e da indicazioni geografiche. Tutto il percorso è delimitato da picchetti collegati tra loro da una sagola bianca e frecce di direzione posizionate sulla sagola stessa riconoscibili al tatto, da utilizzarsi in caso di scarsa visibilità o di estremo disorientamento. Sono state previste anche due vie d’uscita, segnate da una sagola gialla, per eventuali riduzioni della visita subacquea.
Vicino ai reperti archeologici dell’itinerario, che si snoda in diversi punti con profondità oscillanti dai 10 m ai 19 m circa, sono presenti cartelli esplicativi con la descrizione dei materiali e l’indicazione della direzione da seguire per continuare la visita. Tutto il percorso ha una lunghezza complessiva di circa 280 m.
Partendo dal punto di ormeggio, seguendo la grande freccia che indica la direzione e l’inizio del percorso, sarà possibile vedere ancore litiche, appena sbozzate nelle forme, utilizzate per l’ancoraggio e pesi da rete per la pesca (8-9). Successivamente si incontra vasellame da mensa, in terracotta, risalenti all’epoca medievale (11-12). Poco oltre è visibile parte di un piccolo sarcofago in pietra utilizzato per le sepolture ad inumazione (14). Una macina in pietra con foro centrale, relativa ad un sistema da pesca di epoca medievale (16), ed un frammento di un grande contenitore a forma globulare, dolium (20), utilizzato dai Romani per contenere sostanze liquide, olio e vino, e sostanze secche come legumi e grano. Tali reperti caratterizzano il percorso giunto qui alla metà esatta. Inizia quindi il tratto naturalistico dell’itinerario, lungo il quale sarà possibile vedere il Luccio (Esox Lucius), il Persico Reale (Perca Fluviatis), il Persico Trota (Black Bass), localmente conosciuto come “bboccalòne”, e la tipica vegetazione lacustre di Carice (Carex Oederi), localmente detta “ggiòjjo d’acqua o ggiojjarina”.

Prima di giungere alla parte finale del percorso si incontrano altre ancore litiche (30-31).
Infine si arriva all’area del relitto delle Tegole o di Punta Zingara visibile con tutto il suo carico composto da tegole, coppi e conci, che si presentano ancora impilati, come al momento dello stivaggio. Terminata la visita al relitto si torna al punto di ormeggio per la risalita verso la boa di inizio/fine percorso in superficie.

 

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